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di Mariella Lentini*

Questa è la storia dell’infanzia tristissima di una bambina maltrattata perché disabile. Germana Cousin nasce in Francia a Pibrac (Alta Garonna, Occitania) nel 1579. Il padre è un fattore che, rimasto vedovo, si risposa. Germana, nata dal primo matrimonio, non è come le altre bambine. Ha un braccio semiparalizzato e una malattia le deturpa il viso, rendendola sgradevole di aspetto. Fin dalla tenera età, viene maltrattata dalla matrigna e dai fratellastri che la odiano e non sopportano di vederla. La isolano costringendola a dormire nella stalla, la obbligano a portare al pascolo le pecore e le danno da mangiare gli avanzi. Il padre è un debole e non la difende mai. Germana, però, è una ragazzina solare, umile e generosa e per queste qualità amata dai suoi concittadini.

Religiosa, recita il Rosario invocando il perdono per i suoi crudeli familiari e ha fede nella Madonna. Il parroco ammira la dolcezza della povera bambina e le permette di fare la comunione. Si narra che ogni mattina Germana si rechi a Messa lasciando incustodite le sue pecore che però, miracolosamente, non vengono assalite dai lupi. Una volta, un branco di questi animali selvatici sta per aggredirla, quando con un segno di croce li fa scappare via. Un giorno, per partecipare alla Santa Messa la ragazza è obbligata a oltrepassare il torrente Courbet in piena. La giovane non vuole perdere la comunione e decide di affrontare il torrente facendosi il segno della croce. Mentre recita le preghiere per farsi coraggio, improvvisamente l’acqua, che scorre impetuosa, si divide in due per farla passare.

Germana non ha nulla ed è malnutrita, ma quando trova un pezzo di pane lo dona con gioia ai bambini più poveri di lei, ai quali parla del Vangelo, improvvisando semplici racconti. In un’occasione, la perfida matrigna l’accusa di aver portato via il pane per darlo a due affamati che lei aveva scacciato via, ma dal grembiule di Germana, invece del pane effettivamente prelevato, pur essendo pieno inverno, cadono profumati fiori. Il 15 giugno del 1601 viene trovata esanime nel suo misero giaciglio. Le sue spoglie sono accolte a furor di popolo nella Chiesa di Pibrac. Tanti sono i miracoli ottenuti per sua intercessione dopo la morte. È patrona dei “giovani a rischio” (che vivono situazioni di difficoltà), dei pastori e dei pellicciai.

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* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”

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