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di Mariella Lentini*

«Correte, correte come matti, andate verso Dio e verso gli altri», così Antonio Maria Zaccaria esorta i preti come lui ad infiammarsi d’amore per il Signore. Nato a Cremona nel 1502 da nobile e ricca famiglia genovese, Antonio Maria rimane presto orfano di padre. La madre Antonietta Pescaroli ha solo diciotto anni, ma decide di non risposarsi per dedicarsi unicamente all’amato figlio. Antonio Maria possiede tanti beni materiali che, però, non lo rendono felice. Un giorno rincasa senza il mantello. Che fine ha fatto? Lo ha regalato a un povero intirizzito dal freddo. Conclusi gli studi di filosofia e medicina a Padova, nel 1524 torna a Cremona e comincia ad occuparsi degli ammalati, spesso gratuitamente.

Lo si vede “correre” senza sosta per aiutare i poveri e i contagiati dalla peste che colpisce Cremona nel 1528. Sono tempi duri: guerre, alluvioni, terremoti, malaria e carestie devastano il territorio in cui vive il medico. Angustiato, soprattutto, dal male dell’indifferenza e dagli agi in cui vive il clero, oltre al corpo Antonio Maria inizia a pensare all’anima del suo prossimo. Da laico diventa catechista e, con fervore, parla del Vangelo agli adulti e ai bambini. Approfondisce la sua fede e nel 1529 viene ordinato sacerdote. Durante la sua prima Messa si narra che attorno all’altare gli siano apparsi alcuni angeli.

Assieme alla contessa Ludovica Torelli di Guastalla e ai due nobili milanesi Giacomo Antonio Morigia e Bartolomeo Ferrari, nel 1532 fonda a Milano la Congregazione di San Paolo (ispirata al grande apostolo di cui Zaccaria è devoto) che comprende sacerdoti (detti “barnabiti” dalla Chiesa di San Barnaba dove si riuniscono), religiose dette “Angeliche” e laici sposati, i “Maritati di San Paolo”. Novità introdotta dal fondatore: le suore Angeliche non avevano l’obbligo della clausura e accompagnavano i sacerdoti e i laici per le strade di Milano a contatto con la gente.

Antonio Maria Zaccaria è stato il primo ad introdurre il suono della campana alle ore 15,00 del venerdì, per ricordare il momento in cui muore Gesù, e l’adorazione perpetua dell’Eucaristia nelle chiese di Milano “Quarantore” che durava quaranta ore (il tempo trascorso da Gesù nel Santo Sepolcro). Stremato dalla fatica, si ammala. Tornato a Cremona dalla madre, prima di morire nel 1539, gli appare San Paolo. Ora il suo corpo riposa nella Chiesa di San Barnaba a Milano e i suoi barnabiti sono diffusi in tutto il mondo.

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”

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