“Vangelo e Bibbia sono un forte richiamo alla legalità”. Lo dice Ricky Tognazzi, reduce dal grande successo con la fiction di Rai Uno dedicata a Boris Giuliano, della quale è stato regista.
Tognazzi, Giuliano è stato un autentico paladino nella tutela della legalità. Il tema del rispetto della legge e del contrasto a tutte le mafie è sempre ancora attuale o si è affievolito?
“ Attualissimo e ci mancherebbe altro. Non bisogna mai e dico mai, abbassare la guardia davanti all’incalzare della criminalità e della mafia. Sicuramente i suoi metodi sono cambiati rispetto al tempo di Giuliano. Fortunatamente in questa epoca la mafia trova maggior avversione e opposizione sociale ed è avvertita quale minaccia all’ordine costituito, specialmente dopo le morti di Borsellino e Falcone. Questo al tempo di Giuliano non avveniva. Però bisogna sempre stare attenti a non sottovalutare il potere enorme della mafia che opera in molti campi, dalla droga alla finanza ed è presente dappertutto”.
Due Papi, San Giovanni Paolo II e recentemente Francesco, hanno tuonato contro la mentalità mafiosa, che cosa le pare?
“ Li ho trovati messaggi estremamente chiari e coraggiosi, ancora di più significativi e direi efficaci in quanto provenienti da rilevanti leader spirituali. Ritengo che la Chiesa cattolica sia fortemente impegnata contro la mafia e lo vediamo dalle barbare uccisioni di tanti bravi sacerdoti, come don Puglisi. Questi preti hanno perduto la vita per il contrasto leale e forte alla mafia”.
Che valutazione attribuisce all’operato della Chiesa cattolica contro la mafia?
“ Come le dicevo poco prima, importante. Sta lavorando con onestà intellettuale e Papa Francesco, anche da questo punto di vista, è una garanzia. Lo apprezzo molto, perchè smantellando il clericalismo, avvicina la gente alla Chiesa che vuole sobria, povera, e caritatevole. Vorrei aggiungere una cosa”.
Prego…
“ La mia idea è che il Vangelo e sicuramente la Bibbia tutta, sono un forte richiamo al senso e al rispetto della legge. Bisognerebbe conoscerle meglio e studiarle con attenzione avendo chiari, per credenti e non, i Comandamenti che tutto sommato sono gli stessi per ogni religione. Non bisogna ignorare la radici della nostra storia e cultura, quelle cristiane. In fondo noi europei siamo tutti cristiani e dimenticare le nostre origini è fuorviante. Vivremmo tutti meglio nel rispetto della autentica libertà applicando i dieci Comandamenti. Questo è valido per il credente e per il non credente”.
Bruno Volpe